Le epidemie cicliche di sifilide

Le epidemie di sifilide negli Stati Uniti sono più il risultato...

Alcuni ricercatori americani stimano che le epidemie di sifilide negli Stati Uniti sono più il risultato di un ciclo naturale tra l'agente infettivo e l'ospite, che una traduzione dei comportamenti sessuali degli individui. Secondo questi scienziati, anche le epidemie in passato attribuite al rilassamento delle norme di prevenzione sarebbero invece causate da una perdita di immunità nelle persone a rischio di infezione. L'équipe di ricerca dr. Grassly ha esaminato i registri della sanità di 68 città americane tra il 1941 e il 2002 e ha confrontato le cifre delle epidemie di sifilide e di gonorrea, un'altra malattia sessualmente trasmissibile. Ad analisi conclusa, il team ha rilevato che il fenomeno delle epidemie di sifilide seguiva un ciclo indipendente di 10 anni. Secondo i ricercatori, il batterio (treponema pallido) all'origine della sifilide conferisce una certa immunità, che però è temporanea: massima subito dopo l'epidemia, tende a svanire a poco a poco fino a quando non interviene una nuova ondata di contaminazioni. Questa ipotesi è confortata dal confronto con le epidemie di gonorrea nelle stesse città, che forniscono risultati contrastanti. L'assenza di immunità verso queste infezioni rifletterebbe perciò più fedelmente un eventuale rilassamento dei comportamenti sessuali, anch'esso all'origine di altre malattie sessualmente trasmesse come l'AIDS. Se questa ipotesi verrà confermata, le prossime epidemie di sifilide potrebbero eventualmente essere previste e prevenute e curate molto meglio. Secondo i ricercatori, questa ipotesi del "fattore di immunità della popolazione" incita alla prudenza verso l'interpretazione dei dati dei centri di sorveglianza delle malattie sessualmente trasmesse: la spiegazione che si basa sui cambiamenti nei comportamenti sessuali non sarebbe più la sola da considerare…


Fonte: Nature 433, 417 – 421
 

 

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pagina aggiornata al 16/01/2008